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Essere un Ciclista

Bicicletta vs Partner, Come convivere con un ciclista.

Le ore che trascorriamo in sella sono ore che togliamo alla famiglia. Come conciliare il ciclismo con la vita affettiva?

🎧Ascolta questo episodio che riguarda “La convivenza del ciclista in famiglia“, con la tua app preferita. Clicca sul pulsante corrispondente e poi fortissimo sul tasto iscriviti!


Testo scritto dell’episodio

Lo sport che abbiamo scelto è, in assoluto, quello che porta via più tempo per l’allenamento. Quindi le assenze da casa di noi ciclisti sono prolungate e frequenti, le ore che trascorriamo in sella sono ore che togliamo alla famiglia.

Papà domenica mattina facciamo colazione tutti insieme al bar?
Alzi la mano il padre ciclista che a una richiesta come questa non avverte una pugnalata al cuore! Ah Ah ah

Sono Luigi Vergari e tu caro ciclista sei su A Ruota Libera, il primo podcast di ciclismo pedalato e sensoriale.

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Torniamo al discorso

Questo episodio sarà più intimo e personale, ti svelo i miei sentimenti, d’altronde non posso sapere la tua situazione personale, perché ogni coppia è una storia a sé e ogni famiglia e un mondo a parte, ti passo la mia esperienza personale sugli aspetti della convivenza che sono comuni in tutti i ciclisti che convivono con un partner o sono parte di una famiglia.

In realtà, mia figlia quella richiesta non l’avrebbe mai fatta di sua spontanea volontà,
perché fin da quando è nata, il mio letto lo ha trovato vuoto ogni benedetta domenica, è così per molti ciclisti.
Gli ho fatto registrare questa frase per esasperare e rimarcare l’argomento di questo episodio cioè,
quanto la vita di un ciclista gravi sull’equilibrio famigliare, e in particolar modo sul rapporto tra il ciclista e la propria compagna o compagno.

Una prima indicazione, dell’umore che aleggia nell’ambiente del ciclismo, riguardo a questo difficile rapporto,
c’è lo da il sondaggio proposto questa settimana alla community di A Ruota Libera (GUARDA I RISULTATI).

La domanda che ho fatto nel consueto sondaggio settimanale è stata:

Che rapporto c’è tra la tua compagna/o e le tue uscite in bicicletta?

Le opzioni di scelta erano: VOTA ANCHE TU

  • Non sopporta quando esco in bici
  • Storce il naso quando esco in bici
  • Indifferente
  • Tollera le mie uscite in bici
  • Mi incita ad uscire in bici

Tu hai votato? Hai già visto il risultato?
Dai ora te lo dico, ma prima ti dico i vantaggi per te, se entri a far parte della fantastica comunità di a ruota libera, ci sono grandi novità per gli iscritti al canale Telegram:
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Dopo questi consigli torniamo al sondaggio e vediamo se le nostre compagne o compagni accettano di buon grado o se ci mettono il bastone tra le ruote.. Ah ah ah

Quello che emerge dal voto è che c’è molto equilibrio nelle risposte, l’opzione che ha preso più voti è stata “Tollera le mie uscite in bici” ma veramente di poco, se consideriamo la somma delle due risposte positive e la somma delle due risposte negative siamo quasi al 50%.

Quindi con questi dati alla mano, si può tranquillamente affermare che la metà dei ciclisti, purtroppo, quando esce in bici, hanno “un bastone tra le ruote”, (Faccio il segno delle virgolette per aria) perché questa metafora calza a pennello per indicare alcuni musi lunghi o ricatti da parte da parte delle mogli o compagne verso il partner ciclista.

Bastone tra le ruote che è capitato anche a me in alcuni periodi, e dopo un esame di coscienza, mi sono chiesto quali possano essere i motivi che creano questa ostilità, tra un partner sportivo e l’altro che non lo è.

Alcune risposte me le sono date, grazie all’esperienza personale e alle le storie che ho visto in altri sportivi che ho conosciuto nei miei vent’anni di ciclismo e anche prima con il podismo, si perché c’è maretta anche tra i podisti e le mogli.

Ho notato che nei casi in cui c’è più attrito il partner vede lo sport come una perdita di tempo, o un atto egoistico.

Della serie:

  •  â€œCosa credi, anche a me piacerebbe farmi i c… miei, ma IO ho una coscienza!”

Come per dire che chi pratica sport lo fa perché è senza coscienza, e pensa solo ai fatti suoi fregandosene di tutto il resto. Ci sono casi in cui è una lotta quotidiana! Da snervare chiunque.

Non è accettabile arrivare a questi livelli per fare sport, ma neanche vivere una vita in questo modo.

Nei casi più estremi la colpa è di entrambi, perché c’è poco rispetto reciproco.

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Sono dell’idea che per vivere, al meglio, una vita da ciclista, non bisogna gravare o approfittare di chi vive attorno a noi.

Parto dal fatto che per me praticare assiduamente sport è stata una mia scelta, mi piace e voglio vivere in questo modo,
ma non posso imporre quello che piace a me anche al resto della mia famiglia.

Fare sport e ciclismo in particolare condiziona tanti aspetti della vita quotidiana, tipo:

  • Mantenere un certo regime alimentare, o mangiare certi alimenti.
  • Prefissare gli orari per tutto, dormire, svegliarsi o mangiare
  • Tenere tutto l’occorrente ordinato, lavare, asciugare e ripiegare tutto l’abbigliamento tecnico
  • Programmare delle spese, per la bici, per gli accessori
  • Perfino la scelta degli amici per uscire la sera, Preferire una compagnia di amici, magari ciclisti, rispetto ad un’altra di non ciclisti.

Tutti questi aspetti, condizionano qualsiasi convivenza, sono riuscito a incastrare tutti questi piccoli e grandi dettagli con la vita quotidiana e famigliare,
non è stato affatto facile, gli errori li ho fatti ma con un esame di coscienza li ho riconosciuti e gli ho corretti.
Gli aspetti che ti ho elencato non devono essere trascurati, perché alla lunga diventano pesanti da sopportare, anche dalla compagna più innamorata.

Probabilmente non lo ricordi ma quando l’hai conosciuta avresti barattato, sicuramente, la tua bici per una serata con lei.

Certo, le cose cambiano ma sta a te riuscire a raggiungere un equilibrio.

Perciò con la stessa continuità con cui alleni il tuo corpo in bici, devi allenare il rispetto per la tua compagna o compagno.

Se qualche volta devi fare delle rinunce perché te lo ha chiesto lei, non farglielo pesare.

È difficile per chiunque accettare di essere messo in secondo piano da un pezzo di carbonio e due ruote, la tua compagna e la tua famiglia deve avere la priorità su tutto il resto,
dimostra che riesci a incastrare la pratica del ciclismo con la tua vita affettiva.

Quando dovrai scegliere tra la bicicletta e la famiglia non avere indugi sacrifica la bici ti assicuro che sarà la scelta migliore. L’ho imparato a mie spese e con l’esperienza.

Basta ora con tutte queste menate e passiamo all’altro lato della medaglia, quelli che vivono la propria vita sportiva in piena sintonia con la vita sentimentale.

Quelli che al sondaggio hanno dichiarato di essere incentivati dal partner a fare ciclismo,

Tra i commenti del sondaggio sui gruppi Facebook hanno dichiarato che le proprie compagne o compagni gli fanno regali di abbigliamento tecnico, uno ha scritto di aver ricevuto in regalo una bicicletta dalla compagna. Sono bei messaggi.

Personalmente conosco mogli che iscrivono il marito alle gare, magari in questo caso ci può essere anche un secondo fine. Ah ah ah

Come quello che spera sempre mia moglie, cioè farmi partecipare a una bella granfondo, magari in un bel posto turistico e approfittare della gara per andare con tutta la famiglia e con l’occasione fare una bella vacanza.

Come vedi, esiste il modo giusto per abbinare lo sport alla famiglia, senza esasperazioni o egoismi.

Pensando ai figli, quello che dico sempre è che I figli non si educano con le parole, ma con l’esempio.

L’ insegnamento che dobbiamo dare ai nostri figli riguardo allo sport è che:

  • è un bene per il corpo ma soprattutto per la mente
  • che richiede sacrificio e costanza
  • ma soprattutto se si riesce a farlo tutti insieme aumenta notevolmente l’armonia famigliare

questo sarebbe un mio desiderio, praticare ciclismo insieme alle mie figlie, ma è un desiderio destinato a rimanere nel cassetto molto a lungo.

Per ora mi basta, che siano orgogliose del loro papà ciclista e sono soddisfatto specialmente di come mi esaltano nei loro discorsi. Ah ah ah

Un ultimo pensiero personale che ci tengo a dire,

Prima di chiudere questo episodio dedicato ai partner voglio fare un ringraziamento pubblico a mia moglie,

da 25 anni mi è al mio fianco ha sempre accettato la mia passione per il podismo prima e per il ciclismo poi,

anche mandando giù bocconi amari e facendo sacrifici per me, la nostra vita famigliare si è modellata in funzione della mia attività sportiva,

ho sperperato soldi, tempo e risorse comuni e lei non mi ha mai messo il bastone tra le ruote, anche se ci sono stati alti e bassi, come in tutte le coppie,

non potevo desiderare di meglio, grazie per avermi sopportato e supportato. Grazie amore.

E tu come combini lo sport e il partner? Fammelo sapere le tua storia.
Se ti è piaciuto questo argomento puoi dire la tua! Entra su a ruotalibera.info trovi tutti i collegamenti per interaggire con me e tutta la comunità, ti aspetto.

Perché la fuga in solitaria non è una tattica vincente, saremo un gruppo compatto fino al traguardo.

Rimani in scia a ruota libera

Ciao

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Di Luigi Vergari

A Ruota Libera è il primo podcast dedicato al ciclismo pedalato e sensoriale. Fatto da un ciclista amatore e rivolto ai ciclisti amatori.
Ascolta la mia storia impara dai miei sbagli così da non commetterli tu.
Lo scopo di questo podcast è quello di darti le motivazioni giuste per acquisire le tecniche e avere più costanza nei tuoi allenamenti.
Mentre per te che sei già esperto e hai già migliaia di km nelle gambe ti voglio dare delle ulteriori analisi tecniche, punti di vista differenti sul ciclismo pedalato.
Sono un ciclista amatore. Sono anche appassionato di informatica, in particolare ho avuto varie esperienze da Web Master.

Rimani in scia A Ruota Libera!!

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