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Essere un Ciclista

Il ciclista in quarantena. La bici sarà la protagonista nella fase 2 dell’emergenza.

Dalle crisi nascono le migliori opportunità di crescita.
Questa è l’occasione storica che aspettavamo noi ciclisti, la bici è un bene sociale e diventerà un’esigenza primaria per molte persone dopo il Lockdown.

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Testo scritto dell’episodio

Mi Manca!
Staccare la spina e fuggire in bici.

Mi manca!
Il fruscio del vento che accarezza la faccia,
il battito che accelera mentre la strada sale.

Mi Manca!
L’adrenalina che va in circolo,
quando in discesa i freni si lasciano andare.

Mi Manca!
Pedalare cullati dai cinguettii di uccelli,
che nel tiepido aprile invadono i boschi.

Mi Manca!
il ritrovo dei ciclisti di pomeriggio
il solito posto rimane deserto.

Mi Manca!
qualche colpo di pedale nei giorni feriali,
giorni che ora trascorro tutti uguali.


Flashback improvvisi mi regalano momenti
su strade percorse,
decine di volte,
dove a occhi chiusi ho pedalato
ora ho paura di aver dimenticato.

Come cavie in gabbia,
facciamo bagni di sudore,
a scaricare stress,
cercare momenti di buonumore,
in garage, solai o cantine,
soli davanti a piccoli schermi a rullare,
per compiere almeno il gesto
e le gambe far girare.

#stiamoacasa e #andratuttobene

Con questa introduzione ti ho descritto come sto vivendo la mia quarantena,
con nostalgia e un pizzico di ironia!

Sono Luigi vergari, ti do il benvenuto caro ciclista, sei su A ruota Libera, il primo podcast di ciclismo pedalato e sensoriale.

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Oltre agli immancabili commenti sugli episodi settimanali e le anticipazioni degli episodi futuri.
Ti Aspetto!
Perché la fuga in solitaria non è una tattica vincente, saremo un gruppo compatto fino al traguardo.

Allora rimani in scia A RUOTA LIBERA!

Detto questo andiamo avanti.

Gli argomenti di questo episodio sono:

  1. Ti farò una precisazione personale.
  2. Come e perché la bici sarà la protagonista nella fase 2 dell’emergenza.
  3. I ciclisti trattati come “untori del Virus”?

Cominciamo con delle precisazioni obbligatorie.

Tutti i discorsi di questo universo non valgono proprio nulla,
ciclismo, corsa, sport o qualsiasi altra cosa di cui sentiamo mancanza in questa quarantena.

Quello veramente grave e importante è che, solo in Italia,
in due mesi sono morte più di 24000 persone
e la curva ancora cresce!

Morte, dolore, tanta paura, tantissimi disaggi.
Questo ci deve far riflettere,
tutto il resto passa in secondo piano!
Non ci sono argomenti che superano questo tragico scenario.

Navigando in giro, sul web, nell’ambiente del ciclismo,
ho letto tanti articoli che trascurano proprio questo principio basilare.

Personalmente mi sono imposto di non perdere la strada maestra,
non devo dimenticare chi sta soffrendo per tutto questo e tienilo in mente anche tu.

Anche se oggi parlerò di argomenti più leggeri,
la strada giusta da seguire è quella della responsabilità e il rispetto delle direttive
lo dobbiamo per rispetto verso tutte le persone che hanno perso la vita sole e lontane dai propri cari.

Fatta questa dovuta precisazione.

La vita deve andare avanti, anzi deve proseguire più forte di prima.

Per questo guardiamo al futuro con speranza e ottimismo.

Nella fase due del piano di emergenza coronavirus
la bicicletta sarà il mezzo di trasporto più sicuro,
specie nei grandi agglomerati urbani.

Le norme di distanziamento sociale limiteranno l’uso dei mezzi pubblici tradizionali.

L’uso delle auto private porterà traffico e inquinamento.

La bicicletta è ideale nel passaggio dal lockdown alla normalità.

Infatti, in molte grandi città del mondo l’aumento dell’uso della bicicletta è stata una realtà già dai primi giorni dell’epidemia globale.
Bogotà ha aggiunto 100 chilometri di piste ciclabili “temporanee” per favorire gli spostamenti a pedali;
Città del Messico sta valutando di quadruplicare la propria rete di piste ciclabili.
A Londra in piena emergenza Covid 19 le compagnie di bike sharing
hanno fornito bici gratis a medici e personale ospedaliero per farli evitare i mezzi pubblici affollati.
Sempre in Gran Bretagna, i negozi di riparazione delle biciclette
sono stati considerati fin dall’inizio esercizi indispensabili e quindi da tenere aperti.

L’organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato un documento in pdf
dove detta le linee guida per Muoversi durante l’epidemia.
In sintesi dice questo:
Quando possibile muoviti in bicicletta o camminando:
ciò permette il distanziamento sociale,
inoltre, dato che la maggior parte delle attività sportive resteranno chiuse,
la bici rimane l’unico strumento per riportare in forma una popolazione che,
dopo due mesi di sedentarietà forzata.

In Italia, da alcuni giorni i sindaci della grandi città,
hanno cominciato a parlare di ‘Rete di Mobilità di Emergenza.’

Proposto da Bikeitalia.it che ha coinvolto alcuni tra i più affermati professionisti del settore della mobilità urbana
per compilare un Piano Emergenziale della Mobilità Urbana Post Covid
allo scopo di offrire gli strumenti alle città italiane per affrontare l’emergenza viabilità.

Lascio il link alla pagina di bikeitalia, dove potete scaricare un pdf
con i dettagli e perfino i costi, di queste opere urbane, che in pratica mirano a togliere spazio alle auto
e aumentare le corsie ciclabili, tenendo conto e aumentando la sicurezza per il ciclista.
Un sogno che diventa realtà!

Anche altre associazioni hanno presentato proposte al mondo della politica,
la FIAB (Protezione Ambientale per la mobilità ciclistica) ad esempio
chiede una serie di incentivi per bike to work e mobilità ciclistica come alternativa all’auto.

Ragazzi questo sarà all’anno zero per il ciclismo pedalato.

Albert Einstein diceva che “dalle crisi nascono le migliori opportunità di crescita.”

Queste notizie mi mettono di buonumore,
L’Italia non deve perdere questa opportunità di rinascita ecologica e sociale.

Questa è l’occasione storica che aspettavamo noi ciclisti,
tutta la comunità è costretta a prenderne coscienza,
la bici è un bene sociale e diventerà un’esigenza primaria per molte persone in un futuro prossimo.
La bicicletta rende l’uomo libero,
ci restituirà la libertà che ora siamo costretti a sacrificare per il bene comune.
Amiamo un mezzo che, in un colpo solo, risolvere i problemi di inquinamento, traffico e salute pubblica.

Spero vivamente che questi principi vengano recepiti dai vari ministeri coinvolti in questa emergenza.
Come? Cosa dici? Ho dimenticato che siamo in italia? Ah ah

Si forse hai ragione, ma voglio essere ottimista.

Anche se per far passare tutta questa euforia
ti basta leggere alcuni post su Facebook
o le notizie sui giornali locali.

Ma ne parleremo tra poco, ora vediamo il sondaggio di questa settimana.

Ho chiesto alla communyti di a ruota libera su fabebbo e su telegram se la crisi del covid19 porterà giovamento
al mondon della bicicletta.

Poco più della meta dei 300 ciclisti che hanno votato cioè il 56% pensano che la crisi non porterà nessun vantaggio al mondo delle due ruote.

Sicuramente c’è d’appettare per sapere chi ha ragione,

certo le premesse sulla rivoluzione ciclabile nelle grandi città, che ti ho appena descritto da buoni incoraggiamenti.

Ma le notizie che ti diro tra poco danno raggione a tutti quelli che hanno votato no.

I ciclisti trattati come “untori del Virus”?

Non so se l’ahi sentita la notizia del ciclista Bergamasco,
che mentre andava al lavoro in bici,
cosa prevista dalla legge,
è stato ricoperto d’insulti.

Un’altra brutta storia capitata,
la settimana scorsa a un podista
ch’è stato mandato all’ospedale,
mentre correva sotto casa con il cane al guinzaglio,
da due uomini che lo hanno incrociato in strada.

Cioè, una atleta amatoriale, che ha sempre fatto regolare attività fisica,
che ha curato l’alimentazione, che fa regolari visite mediche (anche obbligatorie per gareggia),
che fa di tutto per non ammalarsi o infortunarsi, oggi è diventato il PORTATORE DI VIRUS.

Attenzione, non sto sottovalutando il problema dei contagi.
Le direttive attualmente in vigore sono giuste è vanno rispettate.
Voglio mettere l’accento su un’altra piaga della nostra società.
Quella che ti fa vedere lo sport dilettantistico come una perdita di tempo,
una fatica inutile, un disturbo a chi lavora e a chi si sposta in auto.
Questa, purtroppo, non è una novità per noi ciclisti, ci hanno sempre ghettizzato!
Ma in questo periodo di crisi una parte del paese sta tirando fuori il peggio di sé.

Io sono sempre stato per la non violenza
non cedere a questi affronti,
non perdere la strada maestra,
continuiamo ad allenarci sui rulli,
se non c’è l’hai sali e scendi scale,
non ti rimanere fermare,
Mai Mollare!

Aspettiamo le dichiarazioni di conte e incrociamo le dita.

E per oggi e tutto cari ciclisti e care cicliste,
gli avvisi per entrare anche tu a far parte della nostra fantastica community te li o già dati,
trovi tutto nella descrizione dell’episodio,
se ti piacciono i miei podcast corri a registrati alla mail list, Ti aspetto

Perché la fuga in solitaria non è una tattica vincente, saremo un gruppo compatto fino al traguardo.

Allora rimani in scia A RUOTA LIBERA!

Ciao

Di Luigi Vergari

A Ruota Libera è il primo podcast dedicato al ciclismo pedalato e sensoriale. Fatto da un ciclista amatore e rivolto ai ciclisti amatori.
La passione per questo splendido sport mi spinge prima di tutto a pedalare e poi a ricercare sempre le novità e scoprire le innovazioni che girano attorno al mondo del ciclismo.
In più farò interviste a ciclisti che hanno una grande storia alle spalle.
Sono anche appassionato di informatica, in particolare ho avuto varie esperienze da Web Master.

Rimani in scia A Ruota Libera!!

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