Categorie
Accessori Bici Essere un Ciclista

Corona e Trasmissione che piace a noi Ciclisti.

Basta parlare di corona virus e contagio, in questo episodio parleremo di Corone e trasmissione, quelle che tutti noi abbiamo installate sulle nostre biciclette.

🎧Ascolta questo episodio riguardo “Il cambio e la frequenza di pedalata” con la tua app preferita. Clicca sul pulsante corrispondente e poi fortissimo sul tasto iscriviti!


Accedi ♡ ai canali della community iscriviti!
Per avere altro materiale e aggiornamenti. ▼

istagram

Testo scritto dell’episodio

Il corona virus ci ha portato in una situazione mai avuta nella storia contemporanea, l’OMS ha dichiarato la pandemia, è la prima volta per l’umanità, e come tutte le prime volte che abbiamo vissuto nella vita portano incertezze, pensate alla prima volta con l’altro sesso, oppure rimanendo in tema la prima volta in bici, o la prima volta in gara, paura e anzia sono emozioni normali quando ci troviamo davanti a una situazione mai vissuta prima.

Vorrei aprire questo episodio col dirti che Andra tutto bene, basta un po di pazienza e senzo di responsabilità. Vi leggo ilnvito della federazione ciclistica Italiana.

Restare a casa è l’unica soluzione per contenere il contagio; si suggerisce con forza di adottare questa linea di comportamento. L’attività di allenamento, sino al 3 aprile, è permessa a chi ha lo status di professionista, perché fa parte del proprio lavoro, e agli atleti di interesse olimpico. In tutti gli altri casi la Federazione invita a sospendere in questo periodo di allenamenti all’aperto. Chi può si alleni a casa con i rulli, in attesa di nuove disposizione e in attesa che la situazione si normalizzi. Al riguardo la Federazione sta studiando soluzioni per le Società e tesserati che permettano l’allenamento a casa con tutor online.

In questa settimana il governo a dato una stretta di vite per bloccare la trasmissione del corona virus in Italia, anche su a ruota libera si parla di trasmissione e corone ma quelle riguardanti le guarniture e i pignoni che tutti abbiamo montato sulle nostre amate bici.

Tutte le competizioni dell’epoca eroica si svolgevano con biciclette a scatto fisso. I corridori in quegli anni, intorno ai primi del 900, per affrontare le salite più dure erano costretti a scendere e spingere la bici a piedi.

In questo episodio ti parlo della trasmissione delle nostre biciclette, ed esattamente:

  1. Cambio: inventato quasi un secolo fa, vediamo le tappe evolutive.
  2. Sondaggio Social
  3. Sviluppo Metrico
  4. E meglio pedalare agile o duro?
  5. In fine delle mie considerazioni e trucchetti per trovare la giusta frequenza di pedalata a sensazione.

Cambio

Ogni evoluzione tecnologica dell’uomo scaturisce da una esigenza, per questo nei primi anni del 900 i meccanici lavorarono duro per soddisfare la necessità dei corridori, dovevano ideare un congegno che riuscisse a modificare lo sviluppo metrico della bicicletta, mentre si pedala. Per dare più agilità nelle salite. Il primo a brevettare un cambio di velocità a due rapporti fu un italiano, Enea Armeni nel 1930,

In questi novant’anni lo sviluppo tecnologico riguardo il cambio delle biciclette ha fatto passi da gigante,

Il percorso evolutivo che da Armeni ha raggiunto l’alta tecnologia dei giorni nostri, cioè quella del cambio wireless a dodici velocita,

lo si è tramite con molte tappe:

  • Partiamo con il cambio a Leva dei Fratelli Nieddu chiamato Vittoria Margherita negli anni 30
  • Negli anni 40 arriva il deragliatore Posteriore ideato dalla Simplex, casa produttrice francese e prefazionato poi da Campagnolo.
Cambio Simplex, dotato di un deragliatore a parallelogramma con due pulegge e azionato da due cavi: uno faceva spostare il deragliatore mentre l’altro variava la tensione della catena.
  • Campagnolo, che negli anni 50 esce con una rivoluzione il Gran Sport che diventa una pietra miliare, introducendo il deragliatore anteriore.
Il cambio Gan Sport era costoso e appannaggio solo dei corridori professionistici.
  • Negli anni 60 l’azienda di legnano raggiuge l’apice con il Campagnolo Record prima e Super Record dopo, interamente progettato e Prodotto dalla casa ciclistica italiana.
Campagnolo Record
  • Negli anni 80 compare la Shimano con il cambio indicizzato che permette una cambiata molto più precisa e veloce ed è subito bagarre con i cambi Campagnolo.
  • A finire degli 80 la Shimano stacca tutti con lo Shimano Total Integration sposta i comandi cambio dal tubo obliquo al manubrio, integrandoli nelle leve freno. Aumentando notevolmente Comodità e sicurezza di Guida
SHIMANO STI
leve freno con leve cambio

Nella storia contemporanea nuovi produttori sono entrati in questo mercato SRAM e FSA con gruppi elettromeccanici e wireless.

Gruppo Sram Red eTap AXS Flat Mount HRD DUB 2x12V
Wireless

Ti basta aprire un negozio di ciclismo on line per avere un’idea completa, sull’offerta di mercato attale, c’è ne per tutti i gusti e per tutti i prezzi.

Nella pagina del sito ti metto le foto degli storici modelli di cambio di che ti ho appena elencato.

Sondaggio Social

Questa settimana nel sondaggio che ho proposto alla community di aruotalibera su telegram e su Facebook ha avuto un Enorme successo! A tal proposito ringrazio quanti hanno partecipato, siete stati quasi 600, ne approfitto per chiederti di entrare nel blog per aggiungere la tua mail alla lista di aruotalibera per ricevere dei regalini che sto preparando agli iscritti. Nella descrizione di questo episodio metto il collegamento al modulo d’iscrizione alla maillist, oppure ti basta entrare in internet scrivi aruotalibera.info trovi tutte gli episodi, e cliccando sulle icone delle app potrai ascoltare le puntate con l’applicazione che più preferisci e in piu ci sono le icone per entrare a far parte della nostra comunity, strava telegram facebook, ti aspetto! Perché la fuga in solitaria non è mai una tattica vincente, saremo un gruppo compatto fino al traguardo, quindi rimani in scia a ruota libera.

Torniamo al tema di questo episodio, che questa volta mi è stato suggerito da un fedele ascoltatore, grazie Mauro l’argomento è stato interessante il sondaggio lo ha dimostrato, infatti ai ciclisti ho chiesto: CHE CORONE HAI ALLA TUA GUARNITURA?
Le scelte erano Mid compat con corone da 52-36 denti o Compact 50-34. Beh, il 58% dei votanti ha montato la compact cioè la 50 34, facebook non permette di creare sondaggi con più di due opzioni di scelta, per questo mi scuso con i mountanbaker perché non ho potuto inserire le loro guarniture nel sondaggio, o scelto queste due perché sono le più diffuse. Comunque quelli esclusi non si sono dati per vinti e hanno aggiunto tanti commenti al post, scrivendo le dimensioni delle loro corone, infatti dai commenti ho potuto vedere che un’altra guarnitura diffusa è quella con le corone da 53 – 39, si dice che chi ha montato queste grosse corone debba avere una buona gamba per spingerle. Ah ah  giusto per la vostra curiosità vi dico che io su la bici vecchia avevo proprio la 53-39, ora ho una mid compact 52-36 molto più versatile, come si dice in gergo vai dove vuoi. Ma me parleremo tra poco, dopo aver parlato dello…

Sviluppo Metrico

Lo sviluppo metrico è un sistema che si adotta per confrontare la lunghezza di rapporti differenti nelle biciclette.

Consiste nel calcolare quanti metri percorre la ruota posteriore della bicicletta ad ogni giro completo di pedale.

Questa lunghezza e influenzata da tre fattori:

  • il numero di denti della corona
  • il numero di denti del pignone
  • la circonferenza della ruota
Sviluppo metrico di un dato rapporto
(N/P)xCR= SM
CR = circonferenza della ruota (copertone compreso).
N = numero di denti della corona
P = numero di denti del pignone

Nella pagina dell’episodio metto la formuletta per calcolare con precisione lo sviluppo metrico di ogni rapporto, oppure puoi consultare la tabella con tutti i valori possibili, per avere un termine di confronto di dico che il rapporto più lungo delle bici da corsa ha uno sviluppo metrico di 10,3 metri mentre uno dei più corti per una Mountain bike ha uno sviluppo metrico di 1.73

Più questo risultato è piccolo e più il rapporto sarà “agile”, cioè permetterà una maggiore accelerazione e sarà adatto a percorsi in salita.

E meglio pedalare agile o duro?

La storia ci dice che all’epoca di Bartali e coppi si andava con i rapportoni, anche perché non avevano altra scelta visto che il cambio era inesistente, o quasi, su quelle biciclette. Nell’era contemporanea, molti affermano che dal record dell’ora di Moser ci sia iniziato a prestare più attenzione alla frequenza di pedalata, per concludere oggigiorno all’ormai classica “frullata” di Froome grazie ai cambi moderni a 12 rapporti. Quindi è sotto gli occhi di tutti il vantaggio che si ottiene andando agili invece che duri.

Ma per quale motivo è così vantaggioso?

Lo scopo di ogni ciclista è quello di ottenere più potenza nella sua pedalata, bene,

Partiamo col capire le grandezze fisiche che entrano in gioco, per questo processo

 i principi della fisica applicata alla trasmissione meccanica della nostre biciclette ci dice che per aumentare la potenza si deve:

  • aumentare la forza muscolare
  • aumentare la velocità di pedalata cioè la frequenza
  • aumentare la lunghezza del pedale

Per quanto riguarda la lunghezza del pedale non hai tanta scelta perché le pedivelle vanno proporzionate alla lunghezza delle tue gambe, più precisamente alla lunghezza del cavallo.

Quindi le variabili su cui lavorare sono la forza e la frequenza di pedalata. La fisica parla chiaro, una determinata potenza la si può raggiungere o spingendo forte con rapportoni o aumentando le pedalate e spingere meno sui pedali.

Allora perché scegliere l’agilità alla durezza?

Perché pedalando in agilità la contrazione muscolare per ogni pedalata dura meno tempo! Semplice, muscolarmente si fa meno fatica.

Questo non significa che alla prossima uscita ti metti con i rapportini leggeri leggeri a frullare a 110 RPM.

Tieni presente che se aumenti le contrazioni muscolari il muscolo chiede più ossigeno, ottieni fiato corto e un aumento notevolmente del battito cardiaco.

Moser diceva: “per andare forte bisogna pedalare agili ma azionando rapporti lunghi”, in pratica voleva dire che per poter pedalare agile in maniera proficua è necessario lavorare in modo specifico anche sulla forza.

Serve equilibrio, gli estremi sia in un verso che nell’altro non servono a niente. La questione è molto soggettiva cambia da ciclista a ciclista in base a tanti fattori, primo su tutti l’allenamento, le fibre muscolari diverse da individuo ad individuo, la lunghezza delle gambe o la tendenza che ognuno di noi ha.

Considerazioni e trucchetti

Con questo podcast ti passo le mie esperienze personali che ho vissuto sulla mia pelle, anzi sulle mie gambe, in questo caso, ah ah

Ora ti dico il modo per trovare il giusto equilibrio tra cadenza di pedalata e spinta sui pedali, questo è il sistema che utilizzo io.

La scelta della frequenza con cui pedalare abbiamo visto che si riduce nella scelta tra andare più muscolare o andare più di fiato, nei tratti più impegnativi, il come  sulle salite, cerco di trovare il giusto compromesso tra il dolore alle gambe dovuto alla spinta e il dolore al petto dovuto alla cadenza, in pratica quando se mi accorgo che il dolore alle gambe prende il sopravvento salgo di un dente per trovare più agilità, e viceversa se comincio a percepire carenza di ossigeno perciò dolore al petto, scendo di un dente per diminuire la cadenza e andare più di muscolo. Per me questo è andare a sensazione, concentrati sulle gambe e sul fiato per trovare il giusto equilibrio e valuta la situazione in cui ti trovi, quando sei all’inizio della sessione di allenamento, risparmia le gambe, e aumenta la frequenza di pedalata, specialmente se l’uscita sarà lunga, se invece sei sulla strada del ritorno e ti manca poco puoi permetterti di spingere sui pedali, pian piano ti renderai conto di avere la capacità che ti servono per raggiungere le distanze e i risultati desiderati.  

Di Luigi Vergari

A Ruota Libera è il primo podcast dedicato al ciclismo pedalato e sensoriale. Fatto da un ciclista amatore e rivolto ai ciclisti amatori.
La passione per questo splendido sport mi spinge prima di tutto a pedalare e poi a ricercare sempre le novità e scoprire le innovazioni che girano attorno al mondo del ciclismo.
In più farò interviste a ciclisti che hanno una grande storia alle spalle.
Sono anche appassionato di informatica, in particolare ho avuto varie esperienze da Web Master.

Rimani in scia A Ruota Libera!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *